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Come investire in Borsa in Italia: guida per principianti

Investire in Borsa significa comprare quote di società quotate (azioni) o strumenti che raggruppano molti titoli in un solo prodotto (fondi ed ETF), con l'obiettivo di far crescere il capitale nel tempo. In Italia il mercato di riferimento è la Borsa Italiana, oggi parte del gruppo paneuropeo Euronext, il cui indice principale è il FTSE MIB, che raccoglie le 40 azioni più scambiate e capitalizzate del listino di Milano. Per operare non serve andare fisicamente in Borsa: apri un conto titoli presso una banca o un broker, versi il denaro e invii gli ordini di acquisto e vendita da app o sito. Prima di iniziare è importante capire tre cose: la differenza tra azioni ed ETF, quali costi paghi e chi controlla il mercato. Un ultimo punto, spesso trascurato, riguarda le dimensioni ridotte e la concentrazione del mercato azionario italiano.

Borsa Italiana, FTSE MIB ed Euronext

La Borsa Italiana gestisce i mercati su cui si scambiano azioni, obbligazioni ed ETF in Italia. Dal 2021 fa parte di Euronext, il gruppo che riunisce anche le borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino e Oslo: il mercato azionario principale si chiama Euronext Milan.

Il FTSE MIB è l'indice che fa da termometro del listino milanese: comprende 40 titoli dei principali settori dell'economia italiana, con un peso rilevante di banche, energia e utility. Quando senti dire che "la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo dell'1%", ci si riferisce quasi sempre alla variazione del FTSE MIB.

Come si compra: banca o broker

Per acquistare titoli hai bisogno di un conto titoli (o deposito titoli), che può essere quello della tua banca tradizionale oppure quello di un broker online specializzato. La banca offre il vantaggio della relazione diretta e di avere tutto in un unico posto, ma spesso applica commissioni di negoziazione più alte e un canone di gestione del dossier titoli. I broker online hanno in genere costi più bassi e piattaforme più curate, ma il supporto è quasi solo digitale.

In entrambi i casi devi compilare un questionario di adeguatezza previsto dalla normativa MiFID, che serve a verificare la tua esperienza, i tuoi obiettivi e la tua tolleranza al rischio. Verifica sempre che l'intermediario sia autorizzato: le banche e le SIM italiane sono iscritte negli albi di Banca d'Italia e CONSOB, i broker esteri operanti in Italia devono essere autorizzati nel loro Paese UE e notificati alla CONSOB.

Azioni o ETF

Comprare un'azione singola significa scommettere sull'andamento di una sola società: se va bene guadagni molto, se va male puoi perdere gran parte del capitale investito su quel titolo. Per un principiante il rischio di concentrazione è alto.

Un ETF (fondo quotato a gestione passiva) replica invece un intero indice, per esempio un indice azionario mondiale che contiene migliaia di società di decine di Paesi. Con un solo acquisto ottieni una diversificazione ampia a costi contenuti. Molti ETF sono armonizzati secondo la normativa europea UCITS, che impone regole di diversificazione e trasparenza. Gli ETF si comprano e si vendono in Borsa come un'azione, durante l'orario di negoziazione.

Costi, tasse e i limiti del mercato italiano

I costi da tenere d'occhio sono: le commissioni di negoziazione su ogni ordine, l'eventuale canone del conto titoli, i costi annui interni dei fondi e degli ETF (indicati dalla voce TER), l'imposta di bollo sul dossier titoli pari allo 0,20% annuo del valore, e le tasse sui guadagni. In Italia le plusvalenze e i dividendi da azioni ed ETF sono tassati al 26%; fanno eccezione i titoli di Stato italiani e di alcuni Paesi, tassati al 12,5%.

Attenzione infine a non fare l'errore di investire solo in titoli italiani. Il mercato azionario di Milano vale una quota piccola di quello mondiale ed è molto concentrato su pochi settori e poche grandi società. Un portafoglio costruito solo sul FTSE MIB è poco diversificato: la maggior parte degli investitori usa strumenti globali e considera l'Italia solo una piccola parte del totale.

Domande Frequenti

Quanti soldi servono per iniziare a investire in Borsa?
Con gli ETF si può partire anche con poche centinaia di euro, e molti broker permettono piani di accumulo con versamenti mensili ridotti. Più che l'importo iniziale conta la costanza nel tempo e il fatto di investire solo denaro di cui non hai bisogno nel breve periodo.
Qual è la differenza tra un'azione e un ETF?
Un'azione è una quota di una singola società. Un ETF è un fondo quotato che replica un indice e contiene molti titoli contemporaneamente, offrendo diversificazione con un solo acquisto. Per chi inizia, gli ETF ampi riducono il rischio legato al singolo titolo.
Chi vigila sui mercati finanziari in Italia?
La CONSOB vigila sulla trasparenza e sulla correttezza delle informazioni al mercato e sui comportamenti degli intermediari verso i clienti; la Banca d'Italia sulla stabilità e la solidità degli intermediari. Prima di affidare denaro a un operatore, verifica che sia iscritto negli albi ufficiali.
Conviene investire solo in azioni italiane?
In genere no. Il mercato azionario italiano è piccolo rispetto a quello globale e concentrato su banche, energia e utility. Un portafoglio esposto solo all'Italia è poco diversificato: la scelta più comune è usare strumenti azionari globali e tenere l'Italia come una piccola quota.

Contenuto informativo, non costituisce consulenza finanziaria, fiscale né legale. Verifica importi, limiti e condizioni in vigore direttamente presso le fonti ufficiali (INPS, Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) prima di prendere una decisione.

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