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NASpI 2026: Requisiti, Importo e Durata

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità mensile che l'INPS versa ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Sostituisce lo stipendio per un periodo limitato, con un importo decrescente nel tempo, e richiede requisiti contributivi contenuti. La domanda ha un termine stretto: 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro.

Chi ne ha diritto e i requisiti

Hanno diritto alla NASpI i lavoratori con contratto di lavoro subordinato che si trovano in stato di disoccupazione involontario: licenziamento (anche per giusta causa), scadenza di un contratto a termine, dimissioni per giusta causa e dimissioni durante il periodo tutelato di maternità. Sono di norma escluse le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale, salvo eccezioni come quelle in sede protetta.

Il requisito contributivo è di almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l'inizio della disoccupazione. Dal 2022 non è più richiesto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi. Devi inoltre rendere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e aderire a un percorso di politica attiva.

Quanto dura

La NASpI viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, senza contare i periodi già utilizzati per precedenti indennità di disoccupazione. La durata massima è 24 mesi.

In pratica, chi ha lavorato con continuità nei 4 anni precedenti raggiunge il tetto dei 24 mesi; chi ha avuto una carriera più breve o frammentata riceve l'indennità per un periodo proporzionalmente inferiore. Se trovi un nuovo lavoro puoi sospendere la NASpI (per rapporti brevi) o perderla, con regole diverse a seconda della durata e del reddito del nuovo impiego.

Quanto spetta

L'importo si calcola sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni. Fino a una certa soglia (nel 2026 circa 1.457 euro lordi al mese) la NASpI è pari al 75% di quella retribuzione; sulla parte eccedente si aggiunge il 25%. L'assegno non può comunque superare un massimale mensile, pari nel 2026 a circa 1.585 euro lordi (verifica gli importi aggiornati sul sito INPS).

L'importo non resta costante: si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione (il cosiddetto décalage). Dal 2026 questa riduzione si applica a tutti i beneficiari, senza più il rinvio previsto in passato per chi aveva compiuto 55 anni. Durante la NASpI maturano contributi figurativi utili per la pensione, entro certi limiti.

Come e quando fare domanda

La domanda si presenta all'INPS in via telematica (dal portale con SPID, CIE o CNS, tramite contact center o con il supporto di un patronato) entro 68 giorni di calendario dalla cessazione del rapporto di lavoro. Oltre questo termine si perde il diritto.

La NASpI decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione, se la domanda è presentata entro l'ottavo giorno, altrimenti dal giorno successivo alla presentazione. Va comunicata all'INPS ogni variazione rilevante: nuovo lavoro, avvio di attività autonoma, trasferimento all'estero. Chi avvia un'attività autonoma o di impresa individuale può chiedere la liquidazione anticipata della NASpI in un'unica soluzione.

Domande Frequenti

Quanti contributi servono per la NASpI nel 2026?
Almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l'inizio dello stato di disoccupazione. Non è più richiesto il requisito delle 30 giornate di lavoro negli ultimi 12 mesi.
Spetta la NASpI se mi licenzio?
Di norma no per le dimissioni volontarie. Spetta in caso di licenziamento, scadenza del contratto a termine, dimissioni per giusta causa e dimissioni nel periodo tutelato di maternità.
Per quanto tempo ricevo la NASpI?
Per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. L'importo si riduce del 3% al mese dal sesto mese.
Entro quando devo presentare la domanda?
Entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro, tramite il portale INPS, il contact center o un patronato. Dopo il termine il diritto decade.

Contenuto informativo, non costituisce consulenza finanziaria, fiscale né legale. Verifica importi, limiti e condizioni in vigore direttamente presso le fonti ufficiali (INPS, Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) prima di prendere una decisione.

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